La Notte di San Giovanni

Oggi parliamo di tradizioni, di ritualità e voglio farlo parlandoti dell’energia del 24 Giugno, giorno di San Giovanni.

Nelle tradizioni pagane, e in seguito cristiane, nella notte di San Giovanni, l’elemento celebrativo è il fuoco: se hai un giardino, una terrazza, (nel caso in cui non ne avessi nessuna puoi trovare un posto nella natura) e accendi un falò, crea un braciere con le pietre e porta con te resine da bruciare. Se non riesci a farlo all’aperto non scoraggiarti e utilizza una bella candela bianca.

L’obiettivo è quello di scacciare le tenebre per celebrare la luce e il bene.

 In molte campagne si usa ancora accendere falò e ballare per scacciare le energie negative: quando si celebra è sempre bello danzare intorno al fuoco per creare un clima di festa.

Ecco ciò che faccio io durante i riti: amo mettere della musica oppure quando siamo in tanti, portiamo chitarre o tamburi per cantare e ballare insieme. Il tamburo ha un suono primordiale che riporta l’energia ai primi chakra e quindi ci connette con la madre terra.

In questa notte magica un ruolo rilevante va attribuito alle erbe perciò procurati un mazzetto di erbe selvatiche. Queste erbe sono propiziatorie e portano fortuna. Se messe sotto il guanciale la notte, portano sogni premonitori. Di certo del mazzetto deve far parte l’iperico (erba di San Giovanni, detto anche Scacciadiavoli).

 L’olio di San Giovanni, è un olio naturale proprio fatto con la pianta d’iperico che grazie alle sue virtù benefiche è usato soprattutto per curare gli inestetismi della pelle. Un olio dall’azione cicatrizzante, antisettica, emolliente e antinfiammatoria, che si può facilmente preparare in casa, e che si ottiene dalla macerazione dei fiori dell’iperico. Come da tradizione il 24 giugno vengono raccolti i fiori che si mettono a macerare nell’olio sotto l’esposizione della luce per un intero ciclo lunare, ottenendo un ottimo rimedio naturale per chi soffre di pelle secca, per chi ha problemi di psoriasi, per chi vuole combattere o prevenire le rughe oppure utilizzarlo contro le energie negative. Altre erbe che puoi mettere in infusione sono: l’artemisia (cintura del diavolo) per la fertilità, la ruta, la mentuccia, il rosmarino, il prezzemolo, l’aglio e la lavanda.

A me è capitato di averne magari solo una di queste e, se anche per te fosse così, non preoccuparti: i rituali possiamo celebrarli anche a modo nostro. D’altronde è l’intento che fa la differenza, però l’iperico non può mancare.

Altro rito che è legato a San Giovanni è quello di bere la rugiada che copre i prati: si dice abbia la capacità di purificazione. Raccoglierla (con un telo passato sull’erba per poi strizzarlo) per berla si crede possa favorire la fecondità.

L’Acqua messa in un catino con a bagno le erbe di San Giovanni, o la lavanda, lasciata sul davanzale la notte del 23, si purifica e porta fortuna. Io metto sempre una bottiglia di vetro fuori per tutta la notte per poi berla. L’acqua ha la capacità di ricevere informazioni vibratorie e in quella notte l’energia è molto potente.

 Se hai dei cristalli puoi caricarli nella notte e magari dargli anche un intento.

Un altro rituale di questa festa è quello di mettere un albume d’uovo in un contenitore di vetro con dell’acqua che sarà esposto alla rugiada. Secondo la tradizione, il Santo, passando, soffierà facendo apparire la sua barca. Il mattino del 24 Giugno si vedrà una base biancastra dalla quale si innalzano filamenti di diversa misura che ricordano la chiglia, gli alberi maestri e le vele di una barca. In base a come apparivano le vele si poteva trarre buono o cattivo auspico su come sarebbe stato il raccolto: tradizionalmente questa giornata è legata all’agricoltura.

I falò che ancora oggi in alcune località si accendono durante la notte di San Giovanni sono legati per tradizione a quella che una volta era la notte delle streghe, un’occasione che pochi giorni dopo il solstizio d’estate prolungava i riti legati alla rinascita, all’arrivo della bella stagione, al raccolto, alla terra e alla fertilità.

 Le ‘streghe’, quelle donne sapienti che sapevano curare con le piante medicinali, utilizzavano le erbe per la preparazione di pozioni magiche: sono le donne che noi oggi chiamiamo erboriste, narturopate, coloro che si affidano all’ascolto e agli elementi della natura per mantenere uno stato psicofisico in salute.

Insomma non perderti questa occasione, per celebrare il sole, la luce che pian piano inizia ad accorciarsi ma che tu puoi mantenere dentro di te celebrando anche con delle meditazioni, portando il sole in tutti i tuoi chakra.

 Per concludere puoi scrivere un tuo desiderio su un fogliettino: mi raccomando scrivi al presente come se fosse già in atto poi brucia il foglietto e con fiducia lascia andare le aspettative consapevolizzando che ciò che hai chiesto sta già avvenendo.

 Allora sei pronto? Mi sembra già di vederti pronto per uscire tra i prati a raccogliere le erbe.

Un abbraccio Simona.

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